Prima parte: sentimenti, metamorfosi e debolezze
Nel passato ci troviamo di fronte ad una Sam introversa, chiusa in sé stessa, sempre alla ricerca della solitudine. Una ragazzina pensierosa e malinconica, per lo più muta e a sua agio solo ed esclusivamente con Ringo. È una macchina da guerra già omologata: con la sua agilità e la sua furbizia riesce infatti a depistare e poi atterrare un’intera schiera di ragazzini potenziati in un batter d’occhio. Ma Sam nasconde in sé stessa un disagio fortissimo che non è in grado di affrontare, una sensazione devastante che la sta distruggendo dall’interno: la convinzione di essere cambiata, di essersi trasformata in un mostro e di non poter tornare indietro. L’aggressione di Rey, sovraeccitato dalla lunga esposizione ai farmaci e ai potenziamenti, non fa che peggiorare la sua situazione: la ragazzina per difendersi riduce letteralmente a brandelli l’intestino del compagno con la convinzione di non poter più tornare indietro. A salvarla dallo stato catatonico in cui è piombata c’è il solito Ringo che, premuroso come sempre, la incita a tornare al campo per vivere l’unica esistenza che gli è rimasta dopo il terribile attacco terrestre. Per l’amico la paura che Sam ha di sé stessa non ha senso di esistere; ne hanno provata una più grande, un terrore più intenso e un dolore più lancinante quando tutto è finito, il giorno dell’armageddon. L’unica maniera sensata di esistere è proprio quella di sorreggersi a vicenda e andare avanti come una famiglia.
Ma ha davvero ragione Ringo? E Sam è in grado di sorreggerlo o è solo una bimbetta instabile bisognosa di attenzioni? A mio avviso la futura Mocciosa dimostra una maturità superiore rispetto tutti gli altri riconoscendo il mostro che ha dentro sé e l’incapacità di liberarsene. La metamorfosi in negativo dei ragazzi è forse l’ inevitabile conseguenza dell’addestramento militare, ma questo non significa che i protagonisti non abbiano i mezzi per opporsi o per valutare la loro condizione. L’immaturità dei giovani è evidenziata proprio dal fatto che preferiscano non guardarsi allo specchio e osservare in cosa si stanno trasformando; non si analizzano per paura di vedere cosa si insinua nel profondo e si crogiolano in sé stessi, dedicandosi a qualsiasi cosa li permetta di evitare sofferenza e pensieri dolorosi. Ringo e il suo atteggiamento in questo senso non fanno altro che riportare la giovane ad uno stadio regressivo e più infantile della sua percezione precedente della realtà. E inoltre gli tarpa di nuovo le ali, frapponendosi tra lei e il mondo e non permettendole di respingere i suoi demoni e di superare i suoi problemi. Una metamorfosi in positivo non compiuta; una farfalla che ritorna ad essere bruco.
Dalla bocca di Ringo, inoltre, vengono pronunciate importanti considerazioni relative la vita dei ragazzi, una vita da soldati sfruttati dal governo. Per la prima volta apertamente nella trama si fa avanti il concetto di bambino soldato, di ragazzino addestrato ai precetti del rigore militare e della violenza. Fin qui, era stato abbastanza facile accettare la situazione propostaci dai creatori senza farci troppe domande; ora, invece, inizia a trapelare la sua accezione negativa dalle stesse parole degli orfani come a ricordarci di essere di fronte ad una grande ingiustizia e all’atto di potere più crudele e immorale possibile. E ciò esce fuori in maniera plateale anche dal folle istinto di difesa di Sam, che proprio in questo albo accetta la sua condizione di arma micidiale, decidendo di non respingere la propria bestialità mediante l’intervento del disincantato Ringo. Ma trapela anche in maniera più sottile dall’atteggiamento di Jonas che, morso da sensi di colpa nei confronti di Ringo, non sa gestire i suoi battibecchi con Rey, distruggendo di fatto il rapporto di quest’ultimo con il gruppo. Bambini soldato, vite spezzate, sicurezze infrante, personalità deviate. In mezzo a tutto questo i cinque protagonisti non possono che diventare dei boriosi soldati assetati di sangue e di vittorie.
Seconda parte:
misteri, inganni e missioni
Da una prima parte introspettiva si passa ad una seconda scandita dall’azione, esattamente come già visto nei due volumi precedenti. Nel presente veniamo infatti catapultati davanti alle spiegazioni scientifiche della professoressa Juric che istruisce la truppa sul segreto dell’invisibilità aliena; si tratta di transizioni di fase, veri e propri cambi di frequenza “fisica” da parte degli stessi. Per avere una chance e poter combattere ad armi pari gli extraterrestri, mantenendoli ad una “frequenza corporea” fissa, è necessario installare delle antenne e proteggerle dagli attacchi nemici. Ed è così che la Mocciosa e l’Eremita, ormai “smascherato”, fanno coppia e riescono nell’intento di sventare un’aggressione, avvenuta su due fronti.
Si dia il caso che anche dopo questa missione numerosi conti non tornino. Infatti lo sviluppo della storia è tutto impostato sul senso di mistero generato dagli eventi che si susseguono: dall’apparizione di Ringo (“in fase?”), alla rivelazione dell’identità di Eremita (“chi è Raul?”) fino all’emblematico dialogo finale tra il generale Nakamura e la professoressa Juric (“che stanno nascondendo quei due?”) è lampante che ci sia stato sottaciuto molto, sia per ciò che riguarda l’attacco alieno, sia per ciò che riguarda i nostri protagonisti.
A tal proposito solo leggendo l’uscita di febbraio avremo
un’idea della storia di Raul che, come la copertina lascia intendere, si
soffermerà sull’ultimo e più emblematico membro degli orfani, anche se le prime
pagine di questo quarto numero lasciano sottointendere la possibilità che si
tratti dell’unico ragazzo italiano in grado di difendersi dalla piccola ma
letale Sam.
Sul linguaggio…
Roberto Recchioni continua il percorso stilistico adottato nei numeri precedenti mostrandoci un quarto albo caratterizzato anch’esso da dialoghi secchi e ridotti al minimo essenziale, in modo da far risaltare i disegni su tutto. A questo proposito è il caso di osservare come ci siano almeno due lunghe sequenze totalmente prive di ballons e didascalie: il combattimento tra Sam e Ringo nella cella di confinamento (ben 5 pagine in cui i due bambini se ne danno di santa ragione senza dire una parola) e la lotta a mani nude intrapresa dalla Mocciosa contro gli alieni (quattro pagine che contengono a mala pena una battuta: “Scarico!”).
Continua anche il lavoro di camuffamento degli "spiegoni" che confluiscono tutti nelle riunioni militari indette da Juric e Nakamura, di modo che le informazioni necessarie al lettore risultino essenziali anche per gli stessi militari, che apprendono gli ordini e il modo in cui devono operare durante le missioni. Questi passaggi se, di contro, risultano più lenti e meno piacevoli rispetto al resto, riescono comunque a mantenere il lettore attento e dargli con chiarezza le conoscenze necessarie. Inoltre tali delucidazioni sono limitate, così come nei volumi precedenti, a unici e brevi passaggi narrativi; in sei pagine di colloquio con i soldati ci ritroviamo a sapere tutto ciò che ci serve sulle capacità degli alieni (pare che si spostino all’interno dello spettro di fase rendendosi invisibili e intangibili) e sulla missione prevista per annullare il loro vantaggio.
Sui disegni…
Massimo Dall’Oglio porta una ventata di novità alla testata presentando
uno stile diverso, più personale, rispetto a quello dei precedenti disegnatori,
senza venir meno al dinamismo e all’espressività dei protagonisti. Per mezzo
del suo stile il disegnatore riesce a rendere al meglio il senso di
straniamento che caratterizza la malinconica Sam, protagonista indiscussa di
questo volume, e il suo crollo mentale, a cui viene associata la consapevolezza
della stessa di essere diventata ormai un essere mostruoso.
Unica pecca la
semplicità e la mancanza di tridimensionalità di alcune vignette, risolta dal
magistrale lavoro di Lorenzo De Felici, che non sbaglia un colpo impreziosendo
l’albo con trovate brillanti.
Il suo modo di intendere le illuminazioni
interne, i riflessi sui pavimenti, le ombreggiature dettagliatissime dei
personaggi, le neve nei pressi del ripetitore e il display del casco della
Mocciosa ne sono un esempio lampante.
Gigi Cavenago ci mette di fronte ad
un’ottima prova, dimostrando ancora una volta di trovarsi perfettamente a suo
agio nella testata fantascientifica. Le sue tavole rappresentano prettamente
scene d’azione e vedono la sua splendida Sam volteggiare leggiadra mentre
stermina nemici. La presenza di due mani diverse a lavoro sullo stesso numero non disturba la lettura; a tal proposito la
struttura dell’albo, diviso nettamente in due archi temporali, aiuta molto.

Massimo
Carnevale fa il suo magistrale lavoro, come sempre, sfornando un’ottima
copertina.
At the end
Spiriti nell’ombra è un capitolo interessante e coinvolgente
che ci permette di conoscere i dubbi e le paure della Sam del passato ed il
dolore (per la perdita di Ringo) e la dedizione (nei confronti della campagna
bellica) della Sam del futuro. Orfani continua a funzionare permettendo al
fruitore di trovarsi di fronte ad una prima parte caratterizzata dalla volontà
di far scoprire ogni sfumatura caratteriale dei singoli personaggi e poi di
fronte ad un presente pieno di misteri e dubbi irrisolti, dove i protagonisti non
si fanno ancora le stesse domande che si fa il lettore, troppo presi come sono
dalla voglia di mostrarsi indistruttibili.
di Ilaria Mencarelli
















































































