venerdì 31 gennaio 2014

Incontro con Gigi Cavenago a Bergamo

Sabato 18 Gennaio mi sono recata nella fumetteria Arcadia a Bergamo per incontrare il disegnatore Gigi Cavenago e osservarlo durante la realizzazione degli sketch per i presenti. Gigi, per chi non lo sapesse, fa parte dell’equipe della miniserie Bonelli Orfani per cui ha disegnato interamente il terzo albo e solo parzialmente i numeri quattro (in coppia con Dall’Oglio), nove e undici (in coppia con Werther dell’Edera). Egli sarà quindi di fatto l’unico disegnatore ad essere presente in tutti e quattro i volumi che verranno pubblicati da Bao Publishing per l’editoria di varia. È stato infatti deciso, per evitare la volatilizzazione immediata della miniserie nelle edicole, di stampare in breve tempo un’edizione deluxe contenente gli albi a gruppi di tre e numerosi extra in aggiunta. Volumoni in cui per l’appunto troverete sempre l'inconfondibile tratto di Gigi.

Per capire quanto a me piaccia lo stile di Gigi Cavenago vi mostro che cosa c’è sul mio desktop proprio ora.
 


Insomma non nego di avere una vero e proprio debole per il fumettista in questione. Ma chi non ne avrebbe alla vista di capolavori come questi?
 



E naturalmente come diceva la stampa della locandina dell’evento…


...non sono proprio riuscita ad evitare di portarmi a casa quella gnocca di Sam (al contrario degli uomini hanno quasi tutti puntato su Ringo. Mah!).


La chiacchierata che ne è derivata, tra il mini gay pride,…

…il tavolino traballante,…


e il mistero delle “copertine sbiadite”, …


…è stata piacevole, interessante e divertente. E quindi mi sento di dover ringraziare Mario con tutto il cuore per aver organizzato l’incontro e per la sua estrema disponibilità. Se vi interessa il suo blog è questo QUI.
Di seguito alcune curiosità interessanti  che sono uscite fuori su Orfani (e non solo), divise per punti. 

I  disegni  = Al momento possiamo ammirare solo in parte il contributo di Gigi Cavanago poiché in edicola sono usciti solo i primi quattro numeri della testata mensile. Nel numero tre e nella seconda parte del numero quattro ci troviamo di fronte a sue tavole estremamente dinamiche e funzionali come questa

o semplicemente di una bellezza unica come questa qui che è di gran lunga tra le mie preferite

 
Il disegnatore ci ha parlato del suo rapporto con la sceneggiatura ed in particolare del suo bisogno di lavorare il più possibile in libertà. Sotto questo aspetto disegnare alcune tavole di Orfani è stato per lui veramente stimolante e divertente proprio perché la sceneggiatura di Roberto Recchioni gli ha concesso in più punti di scegliere come muovere i personaggi all’interno delle vignette, senza specifici riferimenti e indicazioni. La fiducia riposta dallo sceneggiatore è stata ripagata da due splendide sequenze:  la scazzottata nelle docce (qua sopra) e la lunga marcia di Ringo delle paludi del pianeta ostile.

Rimanendo sulle tavole che si riferiscono al futuro, Gigi Cavenago ci ha spiegato quali sono state le fonti da lui usate per ideare l’estetica di Host che accompagna Ringo nella sua avventura in solitaria. Oltre all’inconfondibile rimando “all’occhio” di Hal di 2001: Odissea nello spazio (tra l’altro visto da me recentemente, beata ignorante!), da cui si discosta solo per la forma rettangolare anziché circolare della luce rossa, il disegnatore ci racconta che per la parte superiore del robot ha preso come spunto l’Eva 00 pilotato da Rey Ayanami (Neon Genesis Evangelion). Inoltre, come indicato anche da Roberto Recchioni nel suo blog, egli aveva avuto in dotazione immagini di riferimento che si rifacevano al mecha-design di GLaDOS e Auto.
 
 
 
E poi, visto che uno degli sketch lo ha visto protagonista, non si poteva evitare di parlare di Raul. Avvolto ancora nel mistero (ma per poco visto che metà febbraio fa presto ad arrivare e con esso anche il numero cinque) il tiratore scelto della squadra degli Orfani agli inizi (quando ancora la bibbia non era completa) non esisteva. Una volta intuito le potenzialità delle armature di nascondere e confondere le identità dei protagonisti si è creata la voglia di giocare ancora di più con i personaggi e ciò ha reso indispensabile modificare alcune tavole del secondo numero in  cui Ringo appariva senza casco e pensare ex-novo alla figura del quinto orfano della squadra. Tra l’altro si era tanto vociferato di un protagonista italiano: che sia lui il mangia-spaghetti?
 

La bibbia e la genesi = Una delle cose che ho capito ascoltando Gigi Cavenago è che Orfani è una storia tutta in divenire, un fumetto in cui i cambiamenti nel plot e nelle scelte grafiche si sono susseguiti nel corso dell’elaborazione. Un esempio bizzarro e per niente a rischio spoiler è l’eliminazione delle tute mimetiche (all’inizio pixelate, come d’uso nell’esercito degli Stati Uniti) sotto le placche delle rispettive corazze di cui il disegnatore ha avuto conferma solo una volta avuto tra le mani il prime tavole a colori.

 
Inoltre è il caso di ricordare che Gigi, essendo entrato molto presto a far parte della squadra di Orfani, ha preso parte alla compilazione della bibbia; egli ha infatti studiato la struttura ossea degli alieni (unendo e mescolando all’interno degli esseri extraterrestri ossa animali di vario genere) e la loro colorazione nello specifico, completando il lavoro iniziato da Werther dell’Edera.



 Il colore = Ci si è soffermati molto a parlare del contributo a dir poco eccezionale di Lorenzo De Felici nel numero quattro. Il colorista ha saputo infatti donare estrema enfasi alle emozioni dei personaggi, giocando con le ombre, come in questo caso qui.
 
Disegno di Massimo Dall'Oglio

Ma è stato anche in grado di creare giochi di luce a dir poco perfetti e adeguati in tutti gli ambienti chiusi esistenti nell’albo, come qua sotto.
 
 Disegno di Massimo Dall'Oglio
 
 
Insomma Lorenzo De Felici è stato in grado di “leggere” il lavoro dei disegnatori nel miglior modo possibile donando alle tavole quel qualcosa in più che è in grado di percepire anche l’occhio meno attento.
 
Le teorie = I presenti (me compresa) hanno inondato Gigi Cavenago di domande con lo scopo o di confermare ipotesi e teorie più disparate o di comprendere la fondatezza di eventuali critiche. E così i dubbi sul perché Ringo non avesse né il tempo né l’intelligenza di essere munito di siero nella sua astronave e le vicende non chiarite e sospette riguardo la sua morte improvvisa generano discussioni che manco quando ero in fissa con Naruto mi permettevo di fare. Siamo arrivati in tre a ipotizzare la “trasformazione in fase” di Ringo che spiegherebbe la suddetta scena
 
 
e così facendo darebbe senso ai tre particolari che la caratterizzano e che altrimenti ci farebbero storcere il naso. Il primo è il fatto che Sam salti letteralmente addosso al Ringo immaginario e ne esca sorretta dallo stesso, senza cadere. La seconda è la diversa colorazione del corpo di Ringo, più simile alle cromie aliene che a quelle degli altri combattenti umani. La terza è la maledetta onomatopea della pistola (K-BLAM!) differente da quelle del fucile (BRACK!) dell’Eremita (e se nella bibbia sono indicati persino i rumori fatti dalle armi io non prenderei quest’ultimo punto troppo alla leggera). Teorie ma non solo. Sono volate anche alcune critiche. Una su tutte, la più divertente insieme a quelle sul siero sopracitata e sull’elmo di Ringo (che non ne scherma la bocca), è quella che si riferisce al modo in cui Juno impugna la katana una volta adulta nell’albo numero due.
 
Novità = Per ultima, ma non in ordine di importanza una notizia fresca fresca e che mi riempie il cuore di gioia: Gigi Cavenago disegnerà Dylan Dog e precisamente una storia del Dylan Dog Color Fest!
 
 
Che dire! Non ci resta che aspettare la conclusione di Orfani accompagnati dalle strepitose tavole elaborate direttamente in digitale da quel grande talento che è Gigi Cavenago, consci che ormai non ce ne libereremo più. E meno male!
 
Qui sotto alcune (troppe!) foto!
 



































 
di Ilaria Mencarelli

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