Per capire quanto a me piaccia lo stile di Gigi Cavenago vi mostro che cosa c’è sul mio desktop proprio ora.
Insomma non nego di avere una vero e proprio debole per il fumettista in questione. Ma chi non ne avrebbe alla vista di capolavori come questi?
E naturalmente come diceva la stampa della locandina dell’evento…

...non sono proprio riuscita ad evitare di portarmi a casa quella gnocca di Sam (al contrario degli uomini hanno quasi tutti puntato su Ringo. Mah!).
…il tavolino traballante,…
e il mistero delle “copertine sbiadite”, …
…è stata piacevole, interessante e divertente. E quindi mi sento di dover ringraziare Mario con tutto il cuore per aver organizzato l’incontro e per la sua estrema disponibilità. Se vi interessa il suo blog è questo QUI.
I disegni = Al momento possiamo ammirare solo in parte il contributo di Gigi Cavanago poiché in edicola sono usciti solo i primi quattro numeri della testata mensile. Nel numero tre e nella seconda parte del numero quattro ci troviamo di fronte a sue tavole estremamente dinamiche e funzionali come questa

o semplicemente di una bellezza unica come questa qui che è di gran lunga tra le mie preferite
Il disegnatore ci ha parlato del suo rapporto con la sceneggiatura ed in particolare del suo bisogno di lavorare il più possibile in libertà. Sotto questo aspetto disegnare alcune tavole di Orfani è stato per lui veramente stimolante e divertente proprio perché la sceneggiatura di Roberto Recchioni gli ha concesso in più punti di scegliere come muovere i personaggi all’interno delle vignette, senza specifici riferimenti e indicazioni. La fiducia riposta dallo sceneggiatore è stata ripagata da due splendide sequenze: la scazzottata nelle docce (qua sopra) e la lunga marcia di Ringo delle paludi del pianeta ostile.
Rimanendo sulle tavole che si riferiscono al futuro, Gigi Cavenago ci ha spiegato quali sono state le fonti da lui usate per ideare l’estetica di Host che accompagna Ringo nella sua avventura in solitaria. Oltre all’inconfondibile rimando “all’occhio” di Hal di 2001: Odissea nello spazio (tra l’altro visto da me recentemente, beata ignorante!), da cui si discosta solo per la forma rettangolare anziché circolare della luce rossa, il disegnatore ci racconta che per la parte superiore del robot ha preso come spunto l’Eva 00 pilotato da Rey Ayanami (Neon Genesis Evangelion). Inoltre, come indicato anche da Roberto Recchioni nel suo blog, egli aveva avuto in dotazione immagini di riferimento che si rifacevano al mecha-design di GLaDOS e Auto.
E poi, visto che uno degli sketch lo ha visto protagonista, non si poteva
evitare di parlare di Raul. Avvolto ancora nel mistero (ma per poco visto che
metà febbraio fa presto ad arrivare e con esso anche il numero cinque) il
tiratore scelto della squadra degli Orfani agli inizi (quando ancora la bibbia
non era completa) non esisteva. Una volta intuito le potenzialità delle
armature di nascondere e confondere le identità dei protagonisti si è creata la
voglia di giocare ancora di più con i personaggi e ciò ha reso indispensabile
modificare alcune tavole del secondo numero in
cui Ringo appariva senza casco e pensare ex-novo alla figura del quinto
orfano della squadra. Tra l’altro si era tanto vociferato di un protagonista
italiano: che sia lui il mangia-spaghetti?
La bibbia e la genesi = Una delle cose che ho capito ascoltando Gigi Cavenago è che Orfani è una storia tutta in divenire, un fumetto in cui i cambiamenti nel plot e nelle scelte grafiche si sono susseguiti nel corso dell’elaborazione. Un esempio bizzarro e per niente a rischio spoiler è l’eliminazione delle tute mimetiche (all’inizio pixelate, come d’uso nell’esercito degli Stati Uniti) sotto le placche delle rispettive corazze di cui il disegnatore ha avuto conferma solo una volta avuto tra le mani il prime tavole a colori.
Il colore = Ci si è soffermati molto a parlare
del contributo a dir poco eccezionale di Lorenzo De Felici nel numero quattro.
Il colorista ha saputo infatti donare estrema enfasi alle emozioni dei
personaggi, giocando con le ombre, come in questo caso qui.
Disegno di Massimo Dall'Oglio
Ma è stato anche in grado di creare giochi di luce a dir poco perfetti e
adeguati in tutti gli ambienti chiusi esistenti nell’albo, come qua sotto.
Disegno di Massimo Dall'Oglio
Le teorie = I presenti (me compresa) hanno inondato
Gigi Cavenago di domande con lo scopo o di confermare ipotesi e teorie più
disparate o di comprendere la fondatezza di eventuali critiche. E così i dubbi
sul perché Ringo non avesse né il tempo né l’intelligenza di essere munito di
siero nella sua astronave e le vicende non chiarite e sospette riguardo la sua
morte improvvisa generano discussioni che manco quando ero in fissa con Naruto
mi permettevo di fare. Siamo arrivati in tre a ipotizzare la “trasformazione in
fase” di Ringo che spiegherebbe la suddetta scena
e così facendo
darebbe senso ai tre particolari che la caratterizzano e che altrimenti ci
farebbero storcere il naso. Il primo è il fatto che Sam salti
letteralmente addosso al Ringo immaginario e ne esca sorretta dallo stesso,
senza cadere. La seconda è la diversa colorazione del corpo di Ringo, più
simile alle cromie aliene che a quelle degli altri combattenti umani. La terza
è la maledetta onomatopea della pistola (K-BLAM!) differente da quelle del fucile (BRACK!) dell’Eremita
(e se nella bibbia sono indicati persino i rumori fatti dalle armi io non
prenderei quest’ultimo punto troppo alla leggera). Teorie ma non solo. Sono
volate anche alcune critiche. Una su tutte, la più divertente insieme a quelle
sul siero sopracitata e sull’elmo di Ringo (che non ne scherma la bocca), è
quella che si riferisce al modo in cui Juno impugna la katana una volta adulta
nell’albo numero due.
Novità = Per ultima, ma non in ordine di
importanza una notizia fresca fresca e che mi riempie il cuore di gioia: Gigi
Cavenago disegnerà Dylan Dog e precisamente una storia del Dylan Dog Color
Fest!
Che dire! Non ci resta che
aspettare la conclusione di Orfani accompagnati dalle strepitose tavole
elaborate direttamente in digitale da quel grande talento che è Gigi Cavenago,
consci che ormai non ce ne libereremo più. E meno male!
Qui sotto alcune (troppe!) foto!
di Ilaria Mencarelli


























































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