giovedì 30 gennaio 2014

Orfani 2, Non per odio ma per amore: Il ritratto della risoluta Juno

Con il secondo numero di Orfani, nuova serie a colori Bonelli targata Recchioni-Mammucari, viene rasa al suolo una delle polemiche più grandi scatenata dalla lettura del primo volume introduttivo: la caratterizzazione fortemente stereotipata dei personaggi. Ci troviamo infatti davanti ad un capitolo interamente dedicato ad una delle due protagoniste della serie: Juno, ragazza determinata, riflessiva e forte, oltre che dotata di un’intelligenza tattica fine e prettamente femminile. Osserviamo la ragazza, ossessionata dall’odio nei confronti del colonnello Nakamura, ritenuto responsabile delle morte del fratello Hector, trasformarsi in una efficiente macchina da guerra col solo scopo di ucciderlo. E, mediante lo sbalzo temporale, apprendiamo quanto l’amore incondizionato e totalitario per il proprio uomo l’abbia maturata a tal punto da venire meno ai suoi propositi di vendetta, stipulando una vera e propria tregua con l’acerrimo nemico a tutela della propria relazione sentimentale. Insomma Juno c’è ed è un portento!

Il fulcro dell’albo è quindi l’introspettiva e interessante presentazione della ragazza che diverrà l’Angelo, ricca di contenuti emozionali, ma al contempo gestita in maniera dinamica da Recchioni che, come nel primo numero, limita al minimo i dialoghi, lasciando ampio spazio agli espressivi disegni di Alessandro Bignamini. Il disegnatore che gestisce egregiamente i primi piani con la massima resa, riesce al contempo a compiere un buon lavoro nelle scene puramente action, definendo in maniera estremamente realistica il rapporto di amore-odio quasi paterno che Juno instaura con Nakamura e  la trasformazione delle ragazza in killler crudele, silenziosa e spensierata. Una guerriera sorridente e desiderosa di sangue.

In secondo piano, ma non meno importante nel più ampio arco narrativo del futuro, veniamo catapultati, durante la missione di Juno, nella prima misteriosa città aliena, apparsa da chissà dove in un luogo del pianeta prima deserto. Proprio qui il colore (ad opera di Annalisa Leoni) prende vivida forma e diventa ancor di più parte integrante del disegno. Ed è così che le alte e “sbilenche” torri extra-terrestri generano con i loro toni aranciati incredulità e senso di straniamento, così come la vista della Sagrada Familia al centro delle piazza ferma il cuore e annebbia il cervello. Boyscout e Angelo si salvano la pelle ma non riescono a catturare nessuno e a noi non  è ancora dato modo di sapere nulla sugli ostili. D’altronde gli Orfani fanno cadaveri. Portare al campo un alieno vivo è tutta un’altra cosa.

Il secondo numero della serie mantiene perciò alte le aspettative proponendo, al contrario del numero precedente, una storia di carattere individuale e di forte impatto, ricca allo stesso tempo di azione e sentimenti, delineando a tutto tondo la personalità di Juno, tenace e indomita combattente e , soprattutto, piacevole figura femminile. A tutto questo si unisce la scorrevolezza della lettura, libera da didascalie e balloon inutili, veloce e cinematografica (a tratti anche un po’ troppo) che si rivela la principale innovazione del prodotto.

Ilaria Mencarelli

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