domenica 2 febbraio 2014

Intervista a Giovanni Bufalini

In occasione della presentazione di Orfani (primo prodotto interamente a colori Bonelli ideato dagli autori Recchioni-Mammucari), al Lucca Comics & Games 2013 è stato mostrato in anteprima l’action trailer ufficiale della serie, ideato e prodotto dagli studenti della Scuola Romana di Fotografia e Cinema, sotto la guida del docente Giovanni Bufalini. In occasione dell’uscita del backstage del trailer abbiamo fatto a quest’ultimo un po’ di domande riguardo il progetto che ha coinvolto per l’appunto la Scuola Romana e lo sceneggiatore Roberto Recchioni.

Giovanni Bufalini, nato ad Orvieto, classe 1973, è direttore della sezione Cinema della Scuola Romana di Fotografia e Cinema, in cui è docente di Regia, e docente universitario di Regia e sceneggiatura all‘Accademia di Belle Arti di Viterbo. Si diploma a Milano al Master della Civica Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media e conclude il corso Rai Script per sceneggiatori di cinema e fiction, per poi lavorare alla realizzazione di corto e lungometraggi, documentari, spot e videoclip, alcuni dei quali gli sono valsi premi e menzioni, come Nastri D’Argento e Fantafestival.

Come è nata la collaborazione tra la Scuola Romana di Fotografia e Cinema e Roberto Recchioni? E con quale scopo?

La mia amicizia con Roberto risale agli anni novanta, quando veniva a trovarci nella casa-redazione di Milano dove realizzavamo la miniserie a fumetti “Pulp Stories” della SF Edizioni. Da allora, abbiamo sempre mantenuto rapporti di stima reciproca e, da quando sono diventato il direttore della sezione cinema della Scuola Romana di Fotografia e Cinema dove insegno anche regia, è venuto per me naturale invitarlo a tenere un workshop annuale di scrittura. Utile all’assegnazione delle borse di studio. Oramai, quasi un portafortuna per il Master di Cinematografia.

Prima il trailer promozionale di Asso, poi quello di Orfani, due fumetti e due trailer molto differenti tra loro. Ci racconti quale approccio avete usato per entrambi?

Sono figli appunto di quei workshop. La mia idea di formazione, condivisa con gli altri docenti, è quella della pratica sul campo. Cinema indipendente, che troppo spesso si confonde con l’amatoriale. Questo insegniamo e io non posso prescindere dalla mia esperienza passata nel mondo del fumetto. Come dall’amore per i classici. Ho proposto a Roberto dunque prima il trailer di Asso, ovviamente, perché volevo che fosse il mio omaggio alla sua creatura. Lui, da entusiasta qual’è, ha accettato la sfida. La scuola che ha prodotto tutti e due i trailer ha reso possibile il concretizzarsi delle nostre idee, in sinergia tra allievi e docenti. E, visto che il risultato di Asso alla fine credo sia andato oltre le aspettative di Roberto, con Orfani poi abbiamo solo alzato un po’ il tiro.

Con il booktrailer di Asso stavate sperimentando in maniera piuttosto inedita in Italia un modo diverso di pubblicizzare il fumetto. Quali sono stati i risultati? E con il trailer di Orfani?

  I risultati sono i due prodotti, nel bene e nel male. Ci siamo impegnati al massimo nel realizzarli. E mi sembra che abbiano raggiunto non solo il pubblico del fumetto, grazie anche a tutte le reazioni sanguigne che Roberto sempre smuove. Oltre al web, “Asso” è andato poi tra i finalisti nella sezione booktrailer del Cortinametraggio e Orfani trailer è stato accolto con entusiasmo nella conferenza stampa Bonelli a Lucca Comics. Per il momento.

Come è venuta l’idea di creare per Orfani un trailer che richiama le vecchie pubblicità anni ottanta?

   Dai vincoli di budget che, nell’indipendenza, diventano sempre spunto creativo. Sarebbe stato inutile cercare il “vorrei ma non posso” per la fantascienza di Orfani. Grazie anche al prezioso intervento di Lrnz, coinvolto da Roberto nella post-produzione, abbiamo deciso quindi che avremmo realizzato un omaggio alla nostra infanzia. Assolutamente coerente per stile e sapore.

Perché nel video avete deciso di rendere protagonista proprio Pistolero?

   Roberto ha deciso per noi. Ma di certo il mio western spirit maremmano non poteva che essere d’accordo.

Dove avete fatto le riprese? Quanti sono stati i giorni di produzione e di montaggio? Come si sono svolte la fasi di lavorazione, produzione e post-produzione?

Grazie per la domanda. Molti non sanno quanto lavoro c’è dietro un minuto e mezzo di prodotto finale. L’idea è nata in un pomeriggio a casa di Roberto. Il soggetto é stato sviluppato nella giornata di workshop a scuola. C’è voluto un mese di preparazione anche per realizzare l’armatura, i props e le scenografie con la collaborazione di Federico Baciocchi e Officine B5. Poi, una giornata intensa di riprese al Trenta Formiche del Pigneto e infine una settimana compatta di montaggio tra lo studio In-House del nostro docente Andrea Maguolo e la post digitale a casa di Lrnz, appunto. Mentre Stefano Profeta, con cui spesso collaboro, creava la musica in stile appositamente per il trailer. Ringrazio loro e tutti gli altri che hanno collaborato. Senza dei quali non ci saremmo riusciti.

Pensi che la collaborazione continuerà?

Stiamo già lavorando ad altri progetti comuni. Io me lo auguro. Mi diverto.


Si ringrazia Giovanni Bufalini per la disponibilità.

Ilaria Mencarelli

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