In occasione della presentazione di Orfani (primo prodotto
interamente a colori Bonelli ideato dagli autori Recchioni-Mammucari), al Lucca
Comics & Games 2013 è stato mostrato in anteprima l’action trailer
ufficiale della serie, ideato e prodotto dagli studenti della Scuola Romana di
Fotografia e Cinema, sotto la guida del docente Giovanni Bufalini. In occasione
dell’uscita del backstage del trailer abbiamo fatto a quest’ultimo un po’ di domande riguardo il progetto
che ha coinvolto per l’appunto la Scuola Romana e lo sceneggiatore Roberto
Recchioni.
Giovanni Bufalini, nato ad Orvieto, classe 1973, è direttore
della sezione Cinema della Scuola Romana di Fotografia e Cinema, in cui è
docente di Regia, e docente universitario di Regia e sceneggiatura
all‘Accademia di Belle Arti di Viterbo. Si diploma a Milano al Master della
Civica Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media e conclude il corso Rai
Script per sceneggiatori di cinema e fiction, per poi lavorare alla
realizzazione di corto e lungometraggi, documentari, spot e videoclip, alcuni
dei quali gli sono valsi premi e menzioni, come Nastri D’Argento e
Fantafestival.
Come è nata la collaborazione tra la Scuola Romana di
Fotografia e Cinema e Roberto Recchioni? E con quale scopo?
La mia
amicizia con Roberto risale agli anni novanta, quando veniva a trovarci nella
casa-redazione di Milano dove realizzavamo la miniserie a fumetti “Pulp
Stories” della SF Edizioni. Da allora, abbiamo sempre mantenuto rapporti di
stima reciproca e, da quando sono diventato il direttore della sezione cinema
della Scuola Romana di Fotografia e Cinema dove insegno anche regia, è venuto
per me naturale invitarlo a tenere un workshop annuale di scrittura. Utile
all’assegnazione delle borse di studio. Oramai, quasi un portafortuna per il
Master di Cinematografia.
Prima il trailer promozionale di Asso, poi quello di Orfani,
due fumetti e due trailer molto differenti tra loro. Ci racconti quale
approccio avete usato per entrambi?
Sono figli appunto di quei workshop. La mia
idea di formazione, condivisa con gli altri docenti, è quella della pratica sul
campo. Cinema indipendente, che troppo spesso si confonde con l’amatoriale.
Questo insegniamo e io non posso prescindere dalla mia esperienza passata nel
mondo del fumetto. Come dall’amore per i classici. Ho proposto a Roberto dunque
prima il trailer di Asso, ovviamente, perché volevo che fosse il mio omaggio
alla sua creatura. Lui, da entusiasta qual’è, ha accettato la sfida. La scuola
che ha prodotto tutti e due i trailer ha reso possibile il concretizzarsi delle
nostre idee, in sinergia tra allievi e docenti. E, visto che il risultato di
Asso alla fine credo sia andato oltre le aspettative di Roberto, con Orfani poi
abbiamo solo alzato un po’ il tiro.
Con il booktrailer di Asso stavate sperimentando in maniera
piuttosto inedita in Italia un modo diverso di pubblicizzare il fumetto. Quali
sono stati i risultati? E con il trailer di Orfani?
I risultati sono i
due prodotti, nel bene e nel male. Ci siamo impegnati al massimo nel
realizzarli. E mi sembra che abbiano raggiunto non solo il pubblico del
fumetto, grazie anche a tutte le reazioni sanguigne che Roberto sempre smuove.
Oltre al web, “Asso” è andato poi tra i finalisti nella sezione booktrailer del
Cortinametraggio e Orfani trailer è stato accolto con entusiasmo nella
conferenza stampa Bonelli a Lucca Comics. Per il momento.
Come è venuta l’idea di creare per Orfani un trailer
che richiama le vecchie pubblicità anni ottanta?
Dai vincoli di
budget che, nell’indipendenza, diventano sempre spunto creativo. Sarebbe stato
inutile cercare il “vorrei ma non posso” per la fantascienza di Orfani. Grazie
anche al prezioso intervento di Lrnz, coinvolto da Roberto nella
post-produzione, abbiamo deciso quindi che avremmo realizzato un omaggio alla
nostra infanzia. Assolutamente coerente per stile e sapore.
Perché nel video avete deciso di rendere protagonista
proprio Pistolero?
Roberto ha deciso
per noi. Ma di certo il mio western spirit maremmano non poteva che essere
d’accordo.
Dove avete fatto le riprese? Quanti sono
stati i giorni di produzione e di montaggio? Come si sono svolte la fasi di
lavorazione, produzione e post-produzione?
Grazie per la
domanda. Molti non sanno quanto lavoro c’è dietro un minuto e mezzo di prodotto
finale. L’idea è nata in un pomeriggio a casa di Roberto. Il soggetto é stato
sviluppato nella giornata di workshop a scuola. C’è voluto un mese di
preparazione anche per realizzare l’armatura, i props e le scenografie con la
collaborazione di Federico Baciocchi e Officine B5. Poi, una giornata intensa
di riprese al Trenta Formiche del Pigneto e infine una settimana compatta di
montaggio tra lo studio In-House del nostro docente Andrea Maguolo e la post
digitale a casa di Lrnz, appunto. Mentre Stefano Profeta, con cui spesso
collaboro, creava la musica in stile appositamente per il trailer. Ringrazio
loro e tutti gli altri che hanno collaborato. Senza dei quali non ci saremmo
riusciti.
Pensi che la collaborazione continuerà?
Stiamo già
lavorando ad altri progetti comuni. Io me lo auguro. Mi diverto.
Si ringrazia Giovanni Bufalini per la disponibilità.
Ilaria Mencarelli
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